21 ott
Gli introvabili: i mestieri più cercati
Nel mezzo di una crisi economica che non sembra aver fine e mette in pericolo molti posti di lavoro, questa notizia é in controtendenza: sono ben 117.000 i posti di lavoro vacanti nelle imprese italiane che operano nell’industria e nei servizi ed un quarto di questi nelle sole imprese artigiane.
Il dato emerge da un recente studio condotto da UnionCamere e Ministero del Lavoro e conferma che, anche in periodi complicati come quelli in cui viviamo, ci sono sempre opportunità in alcuni settori: l’area dei servizi locali, focus della nostra piattaforma, é uno di quelli.
In valore assoluto nel mondo delle imprese artigiane i lavoratori più difficili da reperire sono parrucchieri, estetisti, idraulici ed installatori di impianti termoidraulici. Le imprese alla ricerca di un idraulico da inserire nel proprio organico impiegano sino a 12 mesi prima di trovarne uno! Mancano inoltre fabbri, sarti, borsettieri, valigiai, pavimentatori etc.
Ma anche tra le professionalità “alte” (cosiddette high skills) l’offerta non riesce a soddisfare la domanda delle imprese: farmacisti, sviluppatori software, infermieri, progettisti meccanici e metalmeccanici e consulenti fiscali sono merce rara.
Tra le professioni “medie” mancano all’appello addetti alla reception e operatori di mensa e addetti alle vendite specializzate, mentre tra gli operai qualificati sono difficili da reperire carpentieri, tornitori e autisti di pullman.
Se da una parte questi dati non sono nuovi, dall’altra stridono di più nel contesto economico attuale. Il mismatch tra domanda e offerta ha motivi differenti: sulle professioni alte la difficoltà di reperimento di risorse é in parte imputabile alla scarsità di profili con competenze tecnico/scientifiche specifiche o ad una ridotta esperienza nel ruolo; per quelle di livello più basso, invece, alcuni profili professionali sono ritenuti meno gratificanti e per questo rimangono vacanti.
Comunque la si veda é importante riuscire ad integrare al meglio meglio la formazione scolastica con quella della della formazione sul lavoro, valorizzando al massimo strumenti come tirocini e stage che permettono ai giovani di avvicinarsi alle imprese, individuare le opportunità offerte dal mercato e scegliere con maggiore consapevolezza il proprio futuro professionale.
25 ottobre 2011 alle 16:08
Queste sono notizie che dovrebbero essere maggiormente divulgate!