3 ago
Frutta scolpita: una moda dalla Thailandia
Non sapete come stupire i vostri ospiti a cena? Avete esaurito le idee per il prossimo regalo?
Vi presentiamo un servizio originale appena registrato su GliAffidabili.
Ecco l’intervista a Luca Viel, maestro dell’arte dell’intaglio thailandese. Luca scolpisce frutta e verdura secondo un’antica tecnica thailandese: le sue creazioni sono gioie per gli occhi e delizie per il palato.
D: Luca, raccontaci della tua attività. Come nasce?
Mi sono avvicinato all’arte dell’intaglio thailandese per puro caso. Ho iniziato a scolpire piccoli fiori con fragole, mele, banane per decorare le coppe gelato e cocktail del mio locale di famiglia poi da quando ho avuto la fortuna di conoscere un maestro di intaglio thailandese che mi ha mostrato le tecniche base dell’intaglio thai è iniziato il mio viaggio fatto di esercitazioni a casa con l’aiuto dei contenuti che ci offre il web. La passione per quest’arte mi ha portato fino a Bangkok a specializzarmi presso i migliori docenti di intaglio della Thailandia, lì l’intaglio è uno dei 10 antichi mestieri e fa parte addirittura del programma scolastico. Da piccolo ero stato in Thailandia con la mia famiglia e avevo avuto la fortuna di imbattermi in queste opere d’arte tipiche del posto, frutta e verdura intagliata a regola d’arte da maestri che facevano sbocciare fiori da angurie, meloni e zucche con il solo utilizzo di un coltellino ma non avrei mai pensato che un giorno sarebbe diventata la mia più grande passione.
D: In cosa consiste? Esiste una vasta gamma di creazioni?
L’intaglio di frutta e verdura consiste nel creare decorazioni di frutta scolpita con l’utilizzo di una particolare tecnica di intaglio e un coltello dalla lama molto affilata e flessibile (stiletto thailandese). Queste vengono utilizzate per stupire gli ospiti alle feste, impreziosire i buffet e i tavoli o anche semplicemente fare un regalo originale e personalizzato. Esiste una illimitata gamma di creazioni; una volta affinata la tecnica di intaglio è possibile creare una infinità di sculture proprio come un pittore che dipinge un quadro. Con la fusione di questa tecnica e quella di scultura vegetale classica posso personalizzarle con nomi, loghi aziendali, disegni a tema e tanto altro in modo da renderle adatte a qualsiasi tipologia di festa. Inoltre le sculture possono essere composte da fiori di frutta che vengono mangiati dagli ospiti o riempite con macedonia, sangria, aperitivi. Non c’è davvero limite alla fantasia!
D: Quali sono i clienti abituali? Chi ti contatta di più?
Clienti di tutte le tipologie e di tutte le età. Dagli sposi, ai ristoranti che organizzano matrimoni e feste aziendali, catering, wedding planner ma anche ragazzi e ragazze che vogliono fare un regalo alla dolce metà per compleanni, anniversari e ricorrenze fino ad arrivare alle nonne che dedicano una sculture al nipotino per il battesimo.
D: Ci descrivi le 3 creazioni più originali che hai scolpito?
1) Sicuramente la fenice di zucca è una delle più impegnative ma anche delle più spettacolari creazioni che abbia mai fatto. Tante ore di lavoro per scolpire tutti i dettagli e una coda composta da singoli dischetti di zucca lavorati uno ad uno.
2) Un’altra creazione molto originale l’ho fatta come centrotavola per il tavolo degli sposi durante un matrimonio invernale in un ambiente con luce soffusa e l’ho creata scolpendo delle rose bianche dai daicon (rape) e componendo un mazzo di fiori che ho immerso in una grossa boccia in vetro piena di acqua. Infine ho collocato dei led impermeabili sul fondo che illuminassero con una luce blu dal basso verso l’alto le rose.
3) Infine direi l’anguria con i 2 cigni che formano un cuore circondati da foglie e cuori intagliati e arricchita con rose di rape con petalo arricciato (tipica tecnica thailandese). In questa creazione ho sfruttato al meglio i colori offerti dall’anguria: con la buccia ho creato la scritta “viva gli sposi” e ho disegnato becco e occhi dei 2 cigni, con il bianco del sotto buccia il loro corpo e andando in profondità con l’intaglio sono riuscito a far risaltare, grazie alla polpa dell’anguria, il rosso del cuore che questi ultimi formano baciandosi.